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07/02/2008

 

 

Mirano, febbraio 2008

 

Oggetto: La Città Possibile SDI  su Veneto city

 

Il gruppo La Città Possibile-SDI ritiene che oggi l’urgenza, per il futuro, è quella di adottare strumenti di pianificazione adeguati a gestire le nuove situazioni ed in particolare, innanzitutto, le nuove emergenze connesse con il Passante.

 

Veneto City è una delle conseguenze del passante sul territorio la quale rischia di sorgere a causa del Passante e a scapito del territorio circostante, alterandone i già precari equilibri socio-economici e di assetto territoriale.

Non si può affrontare la questione di V.C. senza partire da una seria analisi dello stato attuale, che, oltre che tener conto del Passante e dei suoi effetti negativi sul territorio miranese, deve spingersi ad analizzare i bisogni, le urgenze/emergenze, le carenze che via via si sono fatte strada negli anni a causa dell’evolversi della situazione economica e sociale del contesto circostante, delle lacune nella gestione e nel coordinamento tra i vari livelli dell’azione pianificatoria (nazionale, regionale, locale).

 

Quali sono gli obiettivi generali che s'intendono perseguire con le scelte strategiche di assetto del territorio, a garanzia di uno sviluppo sostenibile e durevole?

Pensiamo che tutti possiamo ritrovarci intorno a tre linee guida:

-       tutela della salute, dell’ambiente e del paesaggio:

-       tutela e miglioramento della qualità della vita

-       salvaguardia e promozione delle valenze storiche, architettoniche e ambientali

 

Attraverso quali modi perseguire questi obiettivi generali?

1.     subordinare ogni ipotesi di nuova edificazione ad una approfondita verifica delle possibilità di riuso e riqualificazione del patrimonio esistente

2.     evitare la creazione di nuovi centri “traffico-attrattori”: costruire un patto in questo senso anche con i Comuni vicini e la Provincia; questo significa la ferma contarietà alla nascita di nuovi centri produttivi/commerciali/direzionali individuati in nuove aree

3.     riordino e riqualificazione ambientale degli insediamenti produttivi/commerciali/direzionali presenti sul territorio

4.     tutela, cura, sviluppo e ricostruzione del verde urbano e agricolo, con particolare cura alla progettazione e ricostruzione dei corridoi ecologici

5.     attenzione alla problematica della difesa del suolo e del rischio idraulico

 

In questi anni come Amministratori ci siamo impegnati perché i nostri centri storici non si svuotassero, perché rimanessero vivi con presenza contestuale di residenza, servizi e commercio; ora questi sforzi rischiano di essere vani a causa dell’intervento V.C. che indurrà un’alterazione di tutti gli equilibri socio-economici locali.

 

In favore di quali vantaggi dovremo acconsentire ad una simile operazione? Quali certezze abbiamo su come sarà “riempito” l’enorme volume di V.C.? Nulla è dato di sapere, se non tante ipotesi, ma nessun impegno concreto: qui noi abbiamo il dovere, come amministratori pubblici, della  verifica, non possiamo firmare cambiali in bianco!

 

Quello che per ora sappiamo è che quest’intervento si pone nella logica della competizione che già tanti danni ha portato al nostro territorio e alla nostra economia: non è più il tempo della competizione tra poli, ma è il tempo della collaborazione ed integrazione, in tutti i campi, tra realtà già consolidate ed esistenti:

UNIVERSITA’, RICERCA, PORTUALITA’, MOBILITA’, CULTURA, PRODUZIONE, SANITA’, SVAGO

 

Riteniamo che gli organi che sovrintendono alla programmazione territoriale debbano tenere in debito conto gli argomenti presentati dalla comunità miranese e desistere dal perseguire finalità che appaiono vicine più ad interessi particolari che agli interessi e ai bisogni generali.

SDI – Città Possibile


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