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Mirano 7.11.2003: Riunione di maggioranza su proposta ACM per la messa in sicurezza della discarica di RSU “Ca’ Perale”

 

 Alla riunione hanno presenziato oltre al Sindaco alcuni assessori e numerosi esponenti della maggioranza, consiglieri e no. Per lo SDI- La Città Possibile eravamo Ivo Tomaello, Leonardo Mason e Maria Gregio.

 

Per ACM erano presenti alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Consiglio di Amm., il Presidente del Consorzio ACM+SERTA, il Direttore tecnico SERTA e altri tecnici.

 

Descrizione della proposta ACM

Il Direttore tecnico del Serta ha presentato la proposta ACM per la messa in sicurezza permanente del sito.

La messa in sicurezza è atto dovuto, imposto dalle condizioni precarie nelle quali versa la discarica che è stata operativa in un periodo che va dal 1990 al 1996, nel corso del quale è stata ampliata per due volte rispetto all’ipotesi originale. Dal 1996 ad oggi, la discarica ha dato notevoli problemi nella gestione “post mortem” a causa di lavori di copertura e di contenimento eseguiti talmente male che il collaudatore non ha potuto procedere al collaudo (che è a tutt’oggi sospeso). A conclusione dell’iter previsto in questi casi per la messa in sicurezza del sito, la Giunta della Regione Veneto nel 2002 ha deliberato al riguardo (DGR 2362/2002), emettendo un finanziamento di 2.400.000 Є per il ripristino ambientale (alberature, ecc.....). Poichè tale finanziamento si è già quasi esaurito,  per le spese di monitoraggio e di sorveglianza sulla qualità e quantità di percolato e sulla contaminazione  delle falde, il Consorzio dovrà procedere alla esecuzione delle opere di risanamento e di ripristino ambientale con le proprie risorse per una cifra totale di circa 5.000.000 Є; considerando che il Comune di Mirano possiede nel Consorzio una quota del 10% (circa) questo comporterebbe per lo stesso Comune una spesa di 500.000 Є .

 Il Consorzio ACM propone di eseguire il risanamento e contemporaneamente ricoprire la attuale discarica con 90000 m3 di sovvallo derivante dalla lavorazione del CDR: ciò comporterebbe da un lato la attivazione di un cantiere che lavorerebbe per circa due anni  e dall’altro l’introito di 1.200.000 Є per il Comune di Mirano.

 I rappresentanti della maggioranza presenti hanno avanzato numerose domande ed osservazioni.

 L’ACM nel rispondere, dichiara che la rivalsa sulla ditta esecutrice dei lavori di chiusura della discarica difficilmente potrebbe portare a breve vantaggi economici a causa delle difficoltà di ottenere sentenze in tempi brevi e per il fatto che, nel frattempo,  la normativa ha subito numerose modifiche. Per quanto riguarda la soluzione definitiva al problema dello smaltimento degli RSU il consorzio ha individuato 5 siti idonei (Comuni di Spinea, Scorzè, S.M.Sala, Pianiga, e Fossò); si tratta a questo punto di scegliere il più adatto tra quelli proposti  e di procedere, possibilmente con il consenso delle comunità locali, alla sua progettazione .

 

Osservazioni di La Città Possibile SDI

Appare chiaro che, se sovvallo  e terriccio fossero materiali a identico impatto ambientale, l’unico disagio sostenibile dalla comunità miranese sarebbe costituito dall’esercizio di un cantiere che durerebbe su per giù due anni, un po’ di odore per la fase di “scopertura”, un po’ di rumore, un po’ di polvere, qualche strada da rifare e nulla più, anzi, 1.200.000 Є freschi in cassa (considerando un’attività totale di 100 settimane, al cantiere conferirebbero 900 m3 di sovvallo per settimana; una media di 6/9 camion/giorno per 12/18 transiti giornalieri)

 

1.      sovvallo e terriccio, però, non sono la stessa cosa! Il sovvallo ha caratteristiche di impatto odorigeno e biologico non trascurabile: ciò comporterebbe per i due anni di esercizio della discarica di sovvallo  l’alta probabilità del verificarsi di  inconvenienti  di tipo igienico-ambientale attribuibili alle varie fasi di scopertura della discarica e copertura con sovvallo

 

2.      i soldi che il Comune di Mirano incasserebbe sarebbero impiegati, con ogni probabilità, per la gestione delle cause giudiziarie e dei ricorsi attivati dai cittadini che si sentirebbero danneggiati dall’ampliamento della discarica

 

3.      proprio perchè sovvallo e terriccio non sono la stessa cosa, con tutta probabilità le due diverse soluzioni comportano iter progettuali ed autorizzativi diversi per tempi di esame e di attivazione: gli stessi tecnici, infatti, ad una precisa domanda loro rivolta su questo punto, rispondono di non poter escludere che per l’ampliamento con sovvallo non si debba ricorrere al SIA (Studio di Impatto Ambientale) che comporta un allungamento dei tempi di progettazione e autorizzazione di circa 8 mesi: nel frattempo l’ente autorizzativo Provincia andrebbe al rinnovo del Consiglio e pertanto i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente, senza contare l’aspetto che riguarda il cambio degli interlocutori politici di riferimento....

 

4.      ultimo ma non meno importante punto da prendere in considerazione è l’apertura dei cantieri del Passante Mirano-Quarto che, a quello che ci dicono, dovrebbe avvenire entro giugno 2004. Cosa c’entra il Passante? Bisogna ricordare che il tracciato del Passante descritto nel progetto preliminare lambisce il limite Nord-Ovest della discarica e che per questo l’impianto di recupero biogas della discarica dovrà obbligatoriamente essere spostato di 50 metri più a Sud per non costituire interferenza con il tracciato e con l’esercizio del cantiere relativo. Dalla cartografia allegata al progetto preliminare sembra che in un punto vi sia sovrapposizione tra tracciato del passante e discarica, tanto che si potrebbe a prima vista pensare che parte della discarica o della sua fascia di rispetto dovrà essere espropriata!

Certa comunque è una cosa: la discarica entra per gran parte nella fascia  di rispetto del passante: questo comporta che il progetto per la messa in sicurezza della discarica non può disinteressarsi dell’evento passante ne’ in termini di tempi ne’ in termini di costi. Basti pensare che nello stesso progetto preliminare viene dichiarato che nel corso della costruzione del Passante le vibrazioni provocate possono danneggiare manufatti presenti nel raggio di 20 metri dalla zona lavori e possano recare disturbo alla popolazione fino a 40 metri. Si pensi quali potrebbero essere gli effetti della propagazione delle vibrazioni sulle già fragili pareti della discarica! Senza prendere in considerazione gli effetti diretti di dissesto dovuti ai lavori di scavo! Per non parlare dello scenario ipotizzabile della contemporanea presenza dei due cantieri aperti e funzionanti: da una parte quello dell’ampliamento della discarica per la ricezione del sovvallo, dall’altra quello del passante.

 Il tracciato del passante costituisce un vincolo che non può essere ignorato e deve essere affrontato. E’ questo dovere urgente e prioritario del Sindaco come tutore della salute pubblica, ma è anche dovere di chi farà costruire il Passante.

 Il vero problema della dirigenza politica del nostro Comune è quello di assumersi in carico questo problema e di farlo assumere da chi il passante ha deciso di farlo passare per di là.

 La vera urgenza che deve avere ACM non è quella di voler spendere meno per smaltire il sovvallo, ma è quella di far fare dei calcoli seri per capire cosa può succedere alla discarica in seguito non solo alla attività dei cantieri di costruzione del Passante, ma anche nel corso del suo stesso normale esercizio. Non vorremo avere la sorpresa (amara), tra qualche anno, di non poter avere il collaudo dell’opera di messa in sicurezza della discarica perchè questa non è stata adeguatamente dimensionata per gli effetti del Passante!

 Posto anche che l’onere della messa in sicurezza non possa o non voglia essere risolto da chi costruirà il Passante, il problema è il tempo, oltre che l’impatto ambientale. Non solo abbiamo il dovere di scegliere la soluzione meno impattante, ma anche quella di più veloce realizzazione per la messa in sicurezza definitiva del sito.

 Conclusione della vicenda: la ferma posizione del gruppo consigliare della Città Possibile-SDI ha bloccato sul nascere una scelta discutibile di gestione dei problemi ambientali del territorio, la società che costruirà il passante si è assunta l’onere della messa in sicurezza della discarica.


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