22/05/2008
In qualità di Presidente della Commissione
Pari.Opportunità. della precedente amministrazione non posso esimermi dal
commentare la dichiarazione dell’Assessora Tomaello riguardo alla
composizione della prossima Commissione.
Preannunciando la partecipazione di commissari di
genere maschile, l’Assessora giustifica tale scelta dicendo di operare, in
tal senso, per garantire pari opportunità agli uomini.
E’ quantomeno singolare che l’Assessora non conosca la
natura e le finalità della Commissione di cui detiene la delega.
Essa nasce, infatti, come “azione positiva”, ossia come
strumento che opera per riequilibrare una situazione che risulta
oggettivamente penalizzante.
Come ignorare che l’Italia si colloca agli ultimi posti
fra i paesi europei per condizioni di salute, lavoro e pari opportunità
delle donne ?
Cosa dire del divario di reddito tra uomini e donne ?
Con una rappresentanza parlamentare che si ferma al
17%, come non rilevare la mancanza di un’adeguata presenza femminile nelle
istituzioni?
Gli uomini godono attualmente di opportunità ben
superiori a quelle di cui godono le donne, e oppongono una forte resistenza
a liberare spazi per queste ultime, nel lavoro come in politica.
La nuova Giunta ha una presenza femminile pari a un
terzo.
Il nuovo Consiglio Comunale vede solo un 20% di
presenza femminile: forse l’Assessora non se ne è accorta, oppure non le
sembra un deficit di rappresentanza.
La Commissione opera per cercare di eliminare, per
quanto possibile, le discriminazioni che incontrano le donne e promuove la
differenza femminile come valore, svolgendo il ruolo di anello tra la
società civile femminile e le Istituzioni.
E’ un ruolo che può essere svolto anche da uomini ?
Certamente sì, ma se i criteri di base sono competenza ed esperienza, non si
capisce perché debbano saperne più delle donne.
M.Elena Tomat
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